Fino a pochi anni fa un impianto di videosorveglianza voleva dire telecamere collegate a un videoregistratore chiuso in un armadio. Oggi sempre più aziende scelgono di salvare le registrazioni in cloud, cioè su server esterni sicuri, consultabili da PC e smartphone. Vediamo vantaggi e costi.

I benefici
- Registrazioni al sicuro: se un malintenzionato ruba o danneggia il videoregistratore, con il cloud le immagini restano comunque disponibili.
- Accesso ovunque: si possono guardare le telecamere in diretta e rivedere le registrazioni dall’app, anche quando si è fuori ufficio.
- Avvisi intelligenti: notifiche sullo smartphone in caso di movimento in orari di chiusura, con riconoscimento di persone e veicoli per ridurre i falsi allarmi.
- Meno apparecchiature da gestire: niente dischi da sostituire o da controllare, aggiornamenti automatici e impianto facile da ampliare, anche su più sedi.

E i costi?
Il costo di un impianto in cloud si compone di due parti:
- Una spesa iniziale per le telecamere e l’installazione, simile a quella di un impianto tradizionale.
- Un canone, di solito mensile o annuale per ogni telecamera, che varia soprattutto in base a quanti giorni di registrazione si vogliono conservare, alla qualità delle immagini e alle funzioni incluse.
Bisogna poi considerare la connessione internet: inviare le immagini in cloud richiede una linea con una buona velocità in upload. Esistono anche soluzioni ibride, che registrano in sede e salvano in cloud solo gli eventi importanti, per contenere canone e consumo di banda.
Attenzione alle regole
Per la videosorveglianza in azienda servono il cartello informativo, tempi di conservazione delle immagini limitati e, se le telecamere possono riprendere i dipendenti, l’accordo con le rappresentanze sindacali o l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.
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